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Soluzioni per risparmiare acqua in casa

Un  bel bagno nella vasca con candele e schiuma? Equivale a cento cinquanta litri d’acqua. Un lavaggio di biancheria in lavatrice? Consuma dagli ottanta ai centoventi litri. Ed ogni volte che si tira lo scarico dell’acqua si portano via tra i dieci ed i dodici litri. Per non parlare poi di un rubinetto che perde … in quel caso stiamo parlando di quattromila litri per ogni anno, questo secondo le fonti di Altroconsumo. La nostra quotidianità è formata da piccoli gesti e azioni ripetitive che però moltissimo influiscono sull’ambiente nel suo complesso e molto spesso è sufficiente un minimo di attenzione per limitare in maniera sensibile gli sprechi. Pochi giorni fa è stata la Giornata Mondiale dell’acqua, che fu introdotta dall’Organizzazione delle Nazioni Unite nel 1992, e sono state molte le azioni promosse in tutto il mondo, nel nostro Paese è stata organizzata da Virgilio Go Green, Cronometra la Doccia che spinge a misurare il tempo che viene impiegato per farsi la doccia.

I suggerimenti per evitare gli sprechi sono molte, come sono parecchie le soluzioni amiche del risparmio dell’acqua; ovviamente ci sono le più consolidate ed immediate norme c’uso domestico contro lo spreco come meglio la doccia che il bagno, riusare l’acqua in cui si è cotta la pasta per lavare i piatti o serrare il rubinetto mentre ci si sta lavando i denti. Troviamo anche sistemi più complessi per controllare la portata dell’acqua usata come Eko, prodotto da Ideal Standard, che permette di risparmiare fino alla metà dell’acqua usata o anche Eco Smart che aumenta il volume riducendo però la portata dei rubinetti.  

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Buon momento per comprare casa in Croazia

I primi raggi di sole, la sensazione di calore e le prime fioriture portano, inevitabilmente a pensare all’estate e alle vacanze, e sempre più oggetto di attenzione da parte del mercato del turismo del nostro Paese e la Croazia che, negli ultimi anni, ha fatto imponenti investimenti nel settore del turismo, con una grande attenzione verso questo business. La natura ha reso particolarmente attraente per i turisti questa nazione che vanta oltre mille settecento chilometri di coste e ben più di mille isolette sono sparse nel mare, soltanto una cinquantina sono quelle con abitanti stabili mentre le altre sono perfette per escursioni in giornata in una natura assolutamente intatta.  

La Croazia è interessantissima per il turismo italiano per molteplici fattori: la vicinanza, la lingua e i prezzi che ancora non sono molto cari ed ora anche comprare un’abitazione per le vacanze è abbastanza facile: in questo momento i prezzi sono ancora bassi, bisogna però essere abbastanza attenti e prendere tutte le necessarie informazioni sui reali valori e sulle quotazioni effettive di una zona per non ritrovarsi a pagare una cifra fuori mercato.  

Il momento appare particolarmente favorevole ed i prezzi sono particolarmente bassi, anche se ci si attende un aumento con l’entrata in Europa, per la quale ancora non è stata fissata una data precisa ma la sensazione diffusa è l’ingresso avverrà entro il 2013, insieme a quello dell’Islanda. Sembra quindi che il prossimo biennio sia un ottimo momento per investire, meglio però farsi aiutare da un esperto poiché circa il 90 per cento degli immobili vengono proposti a prezzi ben  più alti di quelli reali, questo è un consiglio che gli operatori del settore croati ripetono spesso. Ottime soluzioni si possono trovare nella zona orientale-meridionale dell’Istria, dove ancora non è avvenuta l’invasione dei turisti e si possono trovare case vicino al mare e in zone ben servite a costi intorno ai duemila euro al metro quadro. Vicino a Fiume i prezzi salgono di cinquecento euro ma basta allontanarsi di pochi chilometri perché i prezzi  tornino a scendere.

Un’altra interessante possibilità è data dai piccoli villaggi di origine veneziana appoggiati sulle colline, qui la posizione è incantevole e la popolazione locale parla spesso ancora italiano; fino a tempo fa gli inglesi e gli irlandesi erano molto interessati alla zona, ma poi con la crisi sono spariti ed il mercato è sceso, per un appartamento in una dimora antica, in una di queste zone, si possono spendere circa 90 mila euro, ed è possibile affittarle con un guadagno intorno al 7% poiché le tasse non sono molto alte. Nessun problema burocratico per procedere all’acquisto solo bisogna considerare che le spese accessorie sono considerevoli intorno al 10%.

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Annunci di vendita in Lombardia con obbligo di comunicare la classe energetica

Tra poco tempo negli annunci che comunica la messa in vendita di un’abitazione o l’affitto di una casa in tutta la Regione Lombardia sarà obbligatorio indicare la categoria energetica nella quale la casa è classificata. Questo provvedimento diverrà obbligatorio nei mesi a venire, non appena la giunta della Regione Lombardia avrà assolto i rimanenti adempimenti formali.

Questa decisione segue le linee delle ultime direttive dell’Unione Europea, nello specifico la numero 31 del 2010, che stabilisce che vengano date puntuali indicazioni sulle caratterizzazioni rispetto all’energia della case e degli edifici che sono oggetto di vendita, questa prossima norma avrà inevitabilmente sensibili ripercussioni sul mercato, in particolare sugli immobili usati e non sempre saranno novità positive.

Dietro questa scelta del Pirellone c’è l’intento di dare sempre maggiore credibilità al settore immobiliare, in modo particolare a quello residenziale indirizzandolo verso progetti di sostenibilità ambientale e di basso impiego dell’energia, questa decisione è resa effettiva in Lombardia con netto anticipo su tutte le altre Regioni italiane, ma si tratta di una norma operativa da diverso tempo in Francia.

Non è affatto chiaro se questa decisione potrà dare energia nuova al mercato immobiliare, sembrano invece reali le molte perplessità che ha generato:  tutte le realtà del settore immobiliare che lavorano in franchising saranno obbligate ad aggiornare i loro annunci di vendita o affitto dell’usato, si rischia altresì un’ammenda pesante dai mille ai cinque mila  euro; mentre sul nuovo è ormai una consuetudine consolidata indicare la categoria energetica.

Il rischio che sembra invece reale a seguito dell’applicazione di questa norma è quello che verranno mostrati, sul comparto degli immobili usati, rendimenti energetici che sovente sono molto bassi e quindi si rischia quindi di sostenere il mercato del nuovo, anche grazie a questa legge, a danno di quello degli immobili usati.

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Torna ad essere la cucina il cuore della casa

Indubbiamente i costumi e le abitudini della società italiana negli ultimi cinquanta anni si sono fortemente modificate ed anche la casa, specchio delle persone, è cambiata molto. Immobiliare.it ha preso in considerazione le richieste di oltre sei milioni di nostri connazionali che ogni mese cercano casa su internet ed ha redatto uno studio su quali siano i principali cambiamenti che sono intervenuti nelle nostre case. Da questa ricerca emerge che il primo grande intervento di distacco dal passato è il poco interesse che viene dato al balcone: evidentemente la sempre maggiore necessità di spazio e il sempre meno tempo libero per dedicarsi al giardinaggio stanno cambiando l’uso del balcone, che viene chiuso con vetrate o cambiato in giardino d’inverno, ed infatti in questo periodo meno del diciotto per cento dei nostri connazionali ricerca una casa con balcone.

Altro caso lampante delle modifiche intercorse è vedere come alcune necessità imprescindibili degli ultimi decenni siano ora assolutamente non considerate ed anzi fortemente evitate: è questo il caso del corridoio, considerato ora spazio inutilizzabile; analoga considerazione si deve fare per l’ingresso che era fino agli anni ‘70 la vera e propria presentazione della casa per gli ospiti ed ora è sgradito e poco considerato in ogni casa; dagli anni Novanta in poi si entra direttamente nel salotto che è la parte centrale e cuore della casa.

Anche la cucina ha subito un’importantissima evoluzione nel tempo: all’inizio era la vera e propria anima della casa, e poi è stata sempre più rimpicciolita fino quasi a sparire, compresa in altre stanze, la famosa cucina a vista. Oggi torna ad essere centrale e gli italiani la vogliono grande anzi grandissima, dalla ricerca di Immobiliare.it è emerso che il sedici per cento di chi vuol casa la chiede “ ad isola” in maniera esplicita, se consideriamo solo le richieste di fascia alta questa percentuale sale a 38%, e c’è persino un 14% di richieste che richiede una specifica marca di cucine.

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Mutui per i “non bancabili”

Vengono definiti i “non bancabili” e sono quella parte di compratori e risparmiatori per i quali non è prevista alcuna possibilità i ottenere una risposta positiva qualora decidessero di chiedere ad una banca o ad una finanziare un mutuo per comprare casa; si tratta dei lavoratori precari che non offrono garanzia di continuità delle entrate.

In maniera specifica per queste persone è stato creato, all’interno del piano di lavoro “Diritto al futuro”, coordinato dalla Presidenza del Consiglio e dall’Abi, un fondo per permettere alle coppie giovani che desiderino acquistare casa l’accesso al credito; il decreto, che è diventato effettivo, lo scorso 18 febbraio, ha stabilito che il Ministero metterà e disposizione cinquanta milioni di euro che fungeranno da garanzie per il cinquanta per cento dei mutui per i quali faranno domanda persone che rientrino in questo target.

I requisiti specifici per accedere a questo fondo sono di essere una coppia, con meno di trentacinque anni tutti e due, oppure una famiglia con un solo genitore con figli minorenni e non si dovrà essere in possesso di altra abitazione.

Altro titolo che si dovrà possedere è quello di non avere un reddito superiore, sulla base dell’Isee, i trentacinquemila euro all’anno, e non una parte superiore alla metà deve essere derivante da un contratto a tempo indeterminato; inoltro la somma del mutuo garantito dal fondo non dovrà essere superiore al 50 per cento dell’importo totale richiesto, e come cifra massima duecento mila euro.

Vi sono ulteriori criteri che vanno rispettati per avere accesso al fondo: la casa non deve avere una metratura complessiva superiore ai novanta metri quadri e non deve essere catalogato nelle classi catastali che comprendono case di lusso, ville e castelli. Inoltre verrà assegnata una precedenza nell’accogliere le domande per i nuclei famigliari che vivono in zone di alta densità abitativa, mentre saranno rifiutate le domande per dimore con caratteristiche di lusso.

Questa iniziativa dovrebbe riguardare circa dodicimila famiglie e il fondo non si esaurirà poiché verrà alimentato di volta in volta consentendo che alle prime richieste se ne possano aggiungere altre.

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